Oggi incontriamo Cristian Rizzo giocatore dell’Acireale serie B girone F e della nazionale italiana di calcio a 5.
1) Parliamo prima di tutto di te e del tuo rapporto con il mondo del calcio a 5.
Nel calcio a 5 sono entrato per puro caso, perché giocavo nel Melilli (sempre Sicilia) calcio ad 11, una società che faceva calcio a 5 e calcio ad 11 e cosi ho deciso di continuare, per scelta personale, nel futsal.
2) Negli anni scorsi l’autonomia del calcio a 5 sembrava un traguardo raggiungibile poi iniziano i campionati, alcuni club sono costretti a tirare le somme e tra fusioni e addii molti progetti, nati con grande entusiasmo, finiscono. E con loro anche l’idea di pensare ad uno sport più forte. Siamo dilettanti o professionisti a cui manca una spinta e una volontà per crescere definitivamente?
Purtroppo come ogni anno ci sono squadre che sia per un problema o per un altro non finiscono il campionato e secondo me non dovrebbe succedere se deve diventare uno sport professionistico. Ci vorrebbero persone più serie che mantengono i propri impegni verso i propri tesserati e verso il movimento dove comunque ci sono società che fanno tanti sacrifici per andare avanti.
3) A solo 18 anni hai fatto l'esordio con la nazionale maggiore ai campionati europei, raccontami le tue sensazioni e il tuo rapporto con il mister e i compagni.
E’ stata un’emozione grandissima che non dimenticherò facilmente, spero di poterla ripetere in futuro, con i compagni di squadra e con il mister c’è stato un rapporto bellissimo fin da subito anche se sono stato l’ultimo ad arrivare….. mi hanno accolto benissimo…
4) Il regolamento del calcio a 5 ha subito delle piccole modifiche. Concordi con tutte le regole del calcio a 5, vorresti cambiare qualcosa o inserirne delle altre?
Concordo con tutte le regole, secondo me non c'e bisogno di aggiungere altre regole o cambiarle.
5) Dammi tre idee per migliorare il calcio a 5 in Italia e approfitta di questo spazio per mandare un saluto e un rimprovero a qualcuno in particolare…
Ho soltanto un’idea, come detto prima, non ci devono essere squadre che falliscono e quindi non terminano i campionati, Per il resto va bene, saluto tutti gli appassionati del calcio a 5 e spero al più presto possibile che questo sport diventi professionistico.
6) Pregi e difetti di Stefano Salviati (anche se mi consoci da poco).
E’ una persona che fa bene il suo lavoro e si impegna su tutto quello che fa....
Il difetto? Non so, non ti conosco bene me lo farò dire da Vincenzo Botta…… ahahahah…. scherzo….
Oggi incontriamo: Andrea Farabini Presidente Palextra Fano C/5
1) Parliamo prima di tutto di te e del tuo rapporto con il mondo del calcio a 5.
Sono un imprenditore del mondo sportivo da 15 anni, progetto, costruisco egestisco impianti sportivi e benessere. L'amore per il calcio a 5 sbocciò nel 1997 quando con
un gruppo di amici che frequentava i miei impianti ci venne l'idea di iscriversi al primo campionato di calcio a 5. Da lì l'idea di chiamare la nuova società Palextra, nome anche del centro sportivo. Solo la passione ci ha portato ad ottenere tante soddisfazioni in 12 anni di attività.
2) Iniziano i campionati, alcuni club sono costretti a tirare le somme e trafusioni e addii molti progetti, nati con grande entusiasmo, finiscono. E con loro anche l'idea di pensare ad uno sport più forte. Siamo dilettanti o professionisti a cui manca una spinta e una volontà per crescere definitivamente?
Quello che si deve fare e ciò che manca lo sappiamo tutti, non credo di scoprire l'acqua calda se dico che bisogna diventare delle società vere fatte di dirigenti capaci, e che ciò che più manca alle società sono i soldi.
3) Una Nazionale fatta maggiormente di oriundi, squadre di soli stranieri,difficilmente emerge un giovane italiano eppure ce ne sono tanti e molto bravi.La scelta della Divisione di limitare l'impiego degli "oriundi" è un primo passoverso una nuova politica?
Credo che la divisione abbia dato un segnale forte in tale senso. Ma lo sforzo più grande lo devono fare comunque le società investendo nelle scuole calcio a5. Solo i giovani possono salvarci.
4) Il regolamento del calcio a 5 ha subito delle piccole modifiche. Concordi con tutte le regole del calcio a 5, vorresti cambiare qualcosa o inserirne delle altre?
Mi piacerebbe adottare qualche regola del basket, ad esempio quella che dopo 5 falli il giocatore deve abbandonare il campo di gioco, evitando di saltare la partita sucessiva. Credo che così facendo i benefici dell'espulsionesiano a vantaggio della societa contro cui stai giocando e no di quella contro cui giocherai.
5) Dammi tre idee per migliorare il calcio a 5 in Italia e approfitta di questo spazio per mandare un saluto e un rimprovero a qualcuno in particolare…
Tre idee sono tante, e non credo che poi alla fine riuscirebbero a fare qualcosa. Quello che mi sento di dare è invece un consiglio a tutte le società, la mia compresa:comprate meno giocatori e investite sui giovani. Scontato ma ancora non si fa. Quindi un saluto a tutte le società e un rimprovero a tutte quelle che investono poco sui giovani, la mia compresa.
6) Pregi e difetti di Stefano Salviati.
Caro Stefano, non mi piace giudicare le persone, e comunque non ti conosco ancora così profondamente da poterlo fare. Credo comunque che la tua schiettezza sia il tuo miglior pregio, (e forse il tuo peggior difetto se così lo vogliamo chiamare).
Oggi incontriamo Francesco Longobardi, presidente Aequa Gragnano serie A2 girone B
1) Parliamo prima di tutto di te e del tuo rapporto con il mondo del calcio a 5.
Il mio rapporto con il calcio a 5 è ormai viscerale da 10 anni. Penso proprio che è come l’Influenza A, tutti la devono prendere, chi in forma lieve e chi in forma più
grave…io… ??.. l’ho presa gravissima.. Ma scherzi a parte, cerco sempre di dare il meglio di me in tutto quello che faccio, quindi mi impegno al 100% anche nel calcio a 5 per cercare di dare il mio modesto contributo alla crescita del movimento, basato sulla serietà e sulla professionalità
2) Negli anni scorsi l’autonomia del calcio a 5 sembrava un traguardo raggiungibile poi iniziano i campionati, alcuni club sono costretti a tirare le somme e tra fusioni e addii molti progetti, nati con grande entusiasmo, finiscono. E con loro anche l’idea di pensare ad uno sport più forte. Siamo dilettanti o professionisti a cui manca una spinta e una volontà per crescere definitivamente?
Penso che l’autonomia del movimento è una vera utopia! E questo soprattutto per colpa delle società che non riescono assolutamente a fare quello scatto necessario per poter iniziare dalla base del movimento, ovvero dalle società, a costruire un vero mondo “professionistico”. Fin quando, le società bruciano le loro risorse in pochissimo tempo per poi non iscrivere le squadre ai campionati successivi, non sarà mai possibile radicare il “calcio a 5” sul proprio territorio, e, di conseguenza, non sarà mai possibile creare un movimento forte in ogni realta territoriale che unite all’alle altre possa creare un movimento capace di far sentire la propria voce all’unisono e con una forza “reale” e non “saltuaria”.. penso che possiamo definirci dei “buoni” dilettanti che difficilmente diventeranno professionisti.
3) Una Nazionale fatta maggiormente di oriundi, squadre di soli stranieri, difficilmente emerge un giovane italiano eppure ce ne sono tanti e molto bravi. E’ stato giusto stabilire un limite?
Io sono stato un fautore, in seno alla Divisione, di una limitazione degli oriundi e degli stranieri nei club, quindi ne condivido ampiamente la limitazione. Poiché penso che la nazionale italiana è di noi Italiani. Gli oriundi, non sentono come noi la nazionale, la vivono come un club non con lo spirito nazionalistico di un “italiano vero”. Io vorrei una Nazionale di tutti italiani nati in Italia, per esprimere il vero livello del nostro futsal a livello mondiale, anche ultimi potremo arrivare, ma saremo consapevoli che quella è la nostra dimensione e non quella una dimensione artefatta con oriundi che esprime un livello non nostro.
Purtroppo, la colpa della situazione in cui ci troviamo è nostra, anche mia, poiché, tutti, ricorriamo al mercato degli oriundi per cercare di rafforzare i nostri organici. Adesso, con questa prima limitazione siamo costretti ad iniziare dalla base, dal costruire i vivai, per avere tra una decina di anni i giusti ricambi! Questa secondo me è la strada giusta, quella che porterà alla vera crescita del Futsal Italiano.
4) Il regolamento del calcio a 5 ha subito delle piccole modifiche. Concordi con tutte le regole del calcio a 5, vorresti cambiare qualcosa o inserirne delle altre?
I regolamenti sono fatti per essere rispettati ed ovviamente devo concordare. Io farei qualcosa in più per gli arbitri. La classe arbitrale purtroppo è sempre più scadente, mi spiace dirlo ma è così. Ogni arbitro, per scarsa informazione o preparazione, interpreta i regolamenti a modo suo e poi li applica con una arroganza e una saccenza che a volte rasenta l’irritazione. La crescita del movmento passa anche da ciò, da arbitri qualificati che sappiano fare il loro “mestiere”.
5) Pregi e difetti di Stefano Salviati.
Stefano Salviati si ama o si odia. Non ci sono vie di mezzo è così!!!!!..... Ma comunque è un dirigente molto preparato, che sa fare calcio a 5, che è sempre disponibile… mamma … quanti complimenti ti sto facendo… penso proprio che merito una cena…. Comuque ti ringrazio dello spazio concessomi e ti saluto augurando “Buon Futsal a Tutti!”.
Oggi incontriamo Marco Calegari Presidente A.s. Bergamo calcio a 5 e delegato assembleare della divisione calcio a 5
1) Parliamo prima di tutto di te e del tuo rapporto con il mondo del calcio a 5.
Il mio rapporto con il calcio a 5 nasce nel 1984 quando a livello locale giocavo per svago in una squadra bergamasca il calcio a 5 amatoriale. Fu un colpo di fulmine. Ogni
anno la squadra diventa più forte e organizzata. Nel 1993 il salto in FIGC gradino dopo gradino nel 2000 ero il presidente del Bergamo calcio a 5 in serie A1. Esperienza che ahimè durò solo un anno. Negli ultimi 15 anni come presidente ho fatto un campionato di A1 3 di a2 e 11 di serie B. Sono un pignolo e come tale un appassionato di regolamenti. Mi piace studiare le regole e tenermi aggiornato
Purtroppo il confronto con il fratello maggiore calcio a 11 ci schiaccia Ma poco alla volte ci stiamo prendendo i nostri spazi.
2) Iniziano i campionati, alcuni club sono costretti a tirare le somme e tra fusioni e addii molti progetti, nati con grande entusiasmo, finiscono. E con loro anche l’idea di pensare ad uno sport più forte. Siamo dilettanti o professionisti a cui manca una spinta e una volontà per crescere definitivamente?
Nel nostro sport credo che manchi la base, esiste la testa della piramide costituita dalla Divisione calcio a 5, ma a livello regionale e provinciale c’è poco. La strada credo debba passare. Per la verticalità e la rappresentativa. A livello regionale dobbiamo avere più spazi per incrementare la base ed il settore giovanile linfa vitale di ogni sport.
3) Una Nazionale fatta maggiormente di oriundi, squadre di soli stranieri, difficilmente emerge un giovane italiano eppure ce ne sono tanti e molto bravi. La scelta della Divisione di limitare l'impiego degli "oriundi" è un primo passo verso una nuova politica?
Ovviamente si, ma credo che oltre ad operare come nazionale occorra operare anche a livello locale, troppe società che fanno i campionati nazionali non hanno il settore giovanile credo sia questo uno dei maggiori problemi del nostro sistema.
4) Il regolamento del calcio a 5 ha subito delle piccole modifiche. Concordi con tutte le regole del calcio a 5, vorresti cambiare qualcosa o inserirne delle altre?
I regolamenti credo cha vadano bene così, i campionati di a1 a2 e B sui campi obbligatoriamente coperti sono un passo avanti. Altre regole sono affinamenti che magari anche in futuro potremo migliorare .
5) Dammi tre idee per migliorare il calcio a 5 in Italia e approfitta di questo spazio per mandare un saluto e un rimprovero a qualcuno in particolare…
Prima idea: Applicazione articolo 10 comma 2 dello statuto della FIGC ( 2. La Divisione calcio a cinque e la Divisione calcio femminile, formate dalle società disputanti i campionati nazionali corrispondenti e dai Responsabili regionali di cui al comma seguente, sono inquadrate nella LND, salva diversa determinazione del Consiglio federale adottata a maggioranza) o la Lnd a livello locale ci aiuta ad incrementare lo sviluppo del calcio a 5 oppure scegliamo un inquadramento diverso
Seconda idea: aumentare i settori giovanili, eventualmente anche con le obbligatorietà
Terza idea: marco calegari e stefano salviati al posto di tonelli. NO sto scherzando !!!!!!!!!!!!!!
un saluto al presidente Tonelli per stimolarlo a migliorare la disciplina .
Un rimprovero ad Alessandro Nuccorini ex CT della nazionale italiana di calcio a 5
6) Pregi e difetti di Stefano Salviati
Il pregio di Salviati è che lui è il numero 1 e quindi quando parli col numero 1 di calcio a 5 una soluzione si trova sempre a tutto, a qualsiasi problema.
Il difetto di Stefano Salviati lo sa tutto il mondo, è non portare la giacca con la cravatta, con lui in giacca e cravatta sai che potrebbe fare ………………..